Lea Michele, la star di Glee canta per ricordare Cory Monteith: “Scrivere canzoni è una terapia”

Dopo la morte improvvisa del suo fidanzato Corey Monteith, quattro anni fa, Lea Michele, 30 anni, star di “Glee” e “Scream Queens”, ha dovuto ricostruire la sua vitae. E lo ha fatto partendo dalla musica e trasformando in fonte di ispirazione la tragedia che l’ha colpita. E’ nato così il suo primo album “Louder” e ora il secondo “Places”: “Scrivere canzoni è una forma di terapia”, ha detto l’attrice e cantante sulle pagine di People.

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Così come era già successo con “Louder” anche in “Places” Lea ha inserito chiari riferimenti all’attore e cantante Cory Monteith, deceduto il 13 luglio 2013, amico e compagno, ma soprattutto grande amore della sua vita. E di amore parlano la maggior parte delle canzoni contenute nel nuovo album. “Places segna il mio ritorno al palco e alla scena, posti a cui appartengo, è un album di canzoni d’amore e per interpretarle mi sono riascoltata tutti i dischi delle grandi cantanti che amo per trovare nuova ispirazione”.
Il primo disco era uscito poco dopo la morte di Monteith e a lui si era ispirata soprattutto in un pezzo “If You Say So”, di cui nel secondo album c’è un ideale seguito “Hey You” che chiude il disco. “Never seen you this happy, Never seen you so peaceful, Even though you can’t hold me, Hurts you, hurts me, but you’re here”, canta la Michele: “Non ti ho mai visto così contento, non ti ho mai visto così in pace, anche se non puoi stringermi, fa male a te, fa male a me, ma sei qui”. La cantante ha voluto specificare che all’inizio non avrebbe voluto inserire la canzone nel disco: “Sono argomenti molto sensibili per me e di cui ho difficoltà a parlare… Questa è una canzone sullaperdita, ma non con tristezza… bensì con la gioia e con l’amore”.

Rigopiano, Arisa canta ai funerali di Silvana e Luciano

La sorpresa. La cantante Arisa ai funerali dei coniugi di Castel Frentano (Chieti), Luciano Caporale, 52 anni, e Silvana Angelucci (48), morti all’hotel Rigopiano.
Nascosta tra la gente che affollava la chiesa di Santo Stefano, ad un tratto ha intonato ‘L’amore della mia vita’ come omaggio dopo che nei giorni scorsi il video della famiglia che in macchina cantava il brano, è diventato virale. In molti hanno pensato che si trattasse di un cd fino a quando al sindaco non è arrivato il video.

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L’INCHIESTA VA AVANTI Proseguono senza sosta le indagini della Procura di Pescara sulla tragedia dell’hotel Rigopiano, il 18 gennaio scorso, dove sono morte 29 persone. Undici i sopravvissuti. In settimana prenderanno probabilmente la strada dell’acquisizione di tutte quelle che sono le competenze in materia. La prima parte sarebbe servita fin qui a cristallizzare la situazione e ad individuare tutti i soggetti che erano sul campo a lavorare, mentre adesso si punterà ad individuare le linee di comando. A tenere banco, intanto, è soprattutto la questione dell’allerta valanghe Meteomont: già il 17 gennaio e poi per tutto il 18 gennaio l’ allerta su Rigopiano era di livello 4 su un massimo di 5. Sull’argomento è intervenuto il sottosegretario regionale Mario Mazzocca, per dire che «i bollettini Meteomont sono stati pubblicati sul sito regionale della protezione civile ed erano pertanto pienamente e tempestivamente visibili da parte di chiunque e segnatamente da parte di chi aveva precisi compiti in materia». Simone Angelucci, sindaco di Caramanico Terme, località montana a circa 70 chilometri da Rigopiano, ha riferito che nei giorni in cui c’è stata la valanga a Rigopiano, aveva ricevuto il bollettino Meteomont. «Ho ritenuto necessario coinvolgere esperti – spiega – che mi hanno indotto a chiudere una delle quattro strade che ho sottoposto alla loro attenzione». «Sono comunque sicuro che, anche se a Farindola avessero ricevuto il bollettino con un livello di allerta valanghe 5, il sindaco a tutto avrebbe pensato tranne che ad evacuare l’hotel», dice ancora Angelucci. «Ricevo il bollettino Meteomont con l’allerta valanghe dai carabinieri forestali – sottolinea il sindaco di Caramanico Terme – ma poi sono io a dovermi assumere delle responsabilità». PER L’ABRUZZO UN’ALTRA GIORNATA DI DOLORE A Castel Frentano (Chieti) una grande folla ha detto addio a Luciano Caporale, 52 anni, e Silvana Angelucci, 48 anni. A rendere omaggio ai coniugi frentani anche la cantante Arisa, che nella chiesa di Santo Stefano ha intonato ‘L’amore della mia vita’. Un gesto spontaneo da parte della cantante, commossa dalla visione del video postato su Facebook dai figli della coppia in cui i due parrucchieri cantavano in auto il brano che tanto amavano. A Loreto Aprutino (Pescara) c’era l’intero paese per l’estremo saluto a Piero Di Pietro e a sua moglie Barbara Nobilio. Sulla bara di Di Pietro, ex allenatore ed ex giocatore di calcio, la maglia del Pescara. «Oggi troppo spesso – ha detto la figlia Federica Di Pietro – chi fa politica pensa solo alla poltrona, mentre la politica è lavoro». A Chieti 3.000 persone hanno preso parte ai funerali del poliziotto Domenico Di Michelangelo e di sua moglie Marina Serraiocco, che vivevano a Osimo (Ancona), genitori di Samuel, uno dei quattro bimbi sopravvissuti. Presente il vice capo della Polizia Luigi Savina. «L’intera famiglia della Polizia di Stato sarà qui nel futuro con Samuel». Alessandro, si è rivolto al fratello con una lettera: «Avrei scavato a mani nude». A Vasto (Chieti) si è svolto il funerale della giovane Jessica Tinari, deceduta a Rigopiano insieme al fidanzato Marco Tanda. In chiesa gli amici hanno apposto uno striscione con la foto dei fidanzati: «Jessica e Marco, il vostro grande amore eterno sarà ricordato per sempre nei nostri cuori». Prima dell’entrata in chiesa, accanto alla bara bianca di Jessica, è stata esposta e benedetta anche quella di Tanda, pilota d’aerei di 25 anni, le cui esequie si sono svolte a Castelraimondo (Macerata).

Gaffe in diretta a Pomeriggio 5, Barbara D’Urso imbarazzata dall’incidente. Ironia sui social

Gaffe in diretta a Pomeriggio 5, Barbara D’Urso imbarazzata dall’incidente. Ironia sui social È successo in diretta a Pomeriggio 5, la gaffe che ha coinvolto Barbara D’Urso ha imbarazzato la conduttrice che non sapeva cosa fare. Tanta ironia sul web per l’incidente.
La puntata di Pomeriggio 5 del 25 gennaio scorso non è stata affatto facile per Barbara D’Urso, che ha dovuto fronteggiare diversi episodi critici ed è stata messa a dura prova dagli ospiti con cui era in collegamento e da qualche incidente tecnico sfociato inevitabilmente in una bella gaffe finale.

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La conduttrice, nel corso della puntata, ha ritagliato tanto tempo – e relativi servizi – alla tragedia che ha travolto l’Hotel Rigopiano, di cui era una assidua frequentatrice. Mentre continuano le ricerche dei dispersi e proseguono le indagini per capire a pieno cosa sia successo e di chi – eventualmente – sia la colpa, la lista dei corpi senza vita si allunga e Barbara D’Urso a Pomeriggio 5 ha dato la parola al padre di Stefano, il fidanzato di Francesca Bronzi trovato sotto le macerie dell’albergo abruzzese: è stato proprio l’uomo a riconoscere il corpo di suo figlio senza vita, per questo in trasmissione è apparso sconvolto e agitato.
Sul finire dell’intervista a distanza, Barbara D’Urso ha salutato l’ospite, ma prima di dare appuntamento ad una nuova puntata, è caduta in un profondo imbarazzo quando ha capito di avere problemi al microfono e di aver parlato per 20 secondi senza essere ascoltata a casa.La gaffe della conduttrice a Pomeriggio 5, costretta a mimare coi gesti il suo ormai epico saluto ‘col cuore’, ha suscitato parecchia ironia sui social e qualche spettatore che mal sopporta il programma e la stessa Barbarella, ha colto l’occasione per cinguettare: “Hanno spento il microfono alla d’urso neanche quelli che lavorano lì ce l’hanno fatta più.

Mika e la “fuga” da XFactor: “Non puoi continuare a fare qualcosa che non ti appartiene”

“Qualche anno fa mi ero detto: io la Tv non la farò mai. E invece ho fatto un talent, che era di così alta qualità che mi ha permesso di rimanere me stesso in una situazione pericolosa, molto pericolosa”. Dopo il suo addio al talent, Mika racconta le sue impressioni su XFactor: “E poi, perché non puoi continuare per troppo tempo a fare qualcosa che non ti appartiene davvero – ha fatto sapere a “Vanity Fair” –  mi sono fermato.

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A quel punto c’è stata un’invasione di richieste, e io ho risposto a questa: Stasera CasaMika. Se va bene, bene, se no posso dire di aver provato a fare una cosa bella”.
Dell’Italia si è fatto un’idea precisa (“Di un posto pieno di contrasti e contraddizioni, e abitato da persone così diverse tra loro da non sembrare nemmeno connazionali. Ma è proprio questa diversità a dare una ricchezza culturale enorme. L’Italia per me è come una lunga porta, anzi un bellissimo corridoio, verso gli altri Paesi, e rappresenta benissimo la mia vita perché ci trovo qualcosa dei posti dove ho vissuto: Londra, Parigi, ma anche il Libano”) e per lui la casa è dovunque ci sia creatività: “Dove c’è un progetto e della creatività, lì io mi sento a casa. (…) La fuga dei cervelli è anche una fuga dello spirito: una generazione di ragazzi che sogna di scappare è una tragedia per il suo Paese.