Usa, 17enne tenta il suicidio dopo mesi di sesso con la sua prof: “Mi ha usato”

La sua sorte è appesa a un filo sottilissimo. Jill Lamontagne, 29enne professoressa della Kennebunk High School nel Maine, in Usa, vive ore d’ansia in attesa dell’esito dell’inchiesta aperta su di lei per abusi sessuali su un minorenne da quando un suo studente 17enne, dopo aver tentato di suicidarsi, ha rivelato la lunga relazione a base di sesso che li legava e che lo aveva portato a innamorarsi perdutamente nonostante si sentisse in qualche modo “usato”. Jill, che nel frattempo è stata collocata in congedo dalla scuola e ha ricevuto l’ordine di non avvicinare più in alcun modo lo studente, non si era fatta scrupolo di attirare il ragazzo nella sua rete e di sfruttare ogni occasione per fare sesso in qualunque posto fosse possibile: in macchina, a scuola, persino a casa sua, nonostante fosse sposata e madre di due figli.

jill1-e1498751602865Lei gli raccontava di non avere rapporti sessuali con il marito da due anni, lui si innamorava sempre più, anche se nel frattempo cominciava a sentirsi usato, senza però riuscire a staccarsi da lei proprio perché la amava. Una situazione che alla fine il ragazzo non ha retto più e che lo ha portato a tentare di suicidarsi all’inizio di giugno ingerendo un gran quantitativo di pillole: sperava nel grande amore, invece alla fine la prof aveva scelto la propria famiglia e lui era caduto in depressione. Ora, dopo essere stato salvato per un pelo, e dopo che la madre ha scoperto il suo diario al quale affidava i suoi tormenti, ha vuotato il sacco, dicendo prima di averlo fatto per una ragazza e raccontando poi tutti i dettagli della vicenda, confermando così tutte le voci che da tempo si rincorrevano sul conto del loro amore proibito. Ora la polizia sta indagando sul caso e Jill rischia grosso: il supervisore scolastico Katie Hawes ha informato i media locali che la docente, in servizio da cinque anni, potrebbe essere licenziata se venisse incriminata. Il suo futuro resta appeso a un filo.

Diletta Leotta, gli scatti hot: la procura di Milano apre un’inchiesta

Dopo gli scatti rubati dal telefono di Diletta Leotta e la denuncia della presentatrice di Sky Sport la Procura di Milano ha aperto un fascicolo a carico di ignoti.

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La vicenda risale allo scorso settembre quando la Leotta denunciò il furto di alcune immagini che la ritraevano nuda conservate nell’Icloud, la memoria virtuale del suo smartphone e che in breve tempo furono diffuse in modo virale sul web. Le indagini sono condotte dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e affidate al dipartimento reati informatici del Tribunale di Milano. L’ipotesi è di accesso abusivo a sistemi informatici.

Brad Pitt, archiviata l’inchiesta giudiziaria: “Nessun abuso sui figli”

L’Fbi ha archiviato l’inchiesta avviata nei confronti di Brad Pitt riguardo a presunti abusi verbali e fisici ai danni dei figli.  Con un comunicato, l’agenzia federale ha reso noto che dopo «un’indagine sulle circostanze» è stato deciso di «non sporgere nessuna denuncia» nei confronti dell’attore e di non andare avanti con l’inchiesta.

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Le accuse si riferivano ad un incidente avvenuto lo scorso 14 settembre quando, durante un volo a bordo dell’aereo privato della famiglia, Pitt avrebbe dato in escandescenze contro i figli.  La notizia dell’incidente, e della successiva inchiesta, era trapelata poco dopo l’annuncio della decisione di Angelina Jolie di chiedere il divorzio a causa di quelle che venivano definite «differenze inconciliabili» con il marito. Lo scorso 10 novembre anche il dipartimento per la tutela dei minori della città di Los Angeles ha chiuso l’inchiesta sulla vicenda dopo che i due attori avevano accettato un accordo sulla custodia dei sei figli, che sono stati affidati a Jolie, mentre Pitt avrà il diritto a visite.