“Mi hai fatto finire in un mondo di droga e abusi”, le ultime parole choc della fidanzata di Jim Carrey

«Mi hai fatto finire in un mondo di cocaina, prostituzione, malessere, abusi hai fatto anche tante cose belle per me, e di quelle te ne sono grata. Ma da quando sono con te ho smesso di essere la persona che ero, Jim». Sono queste le parole choc scritte da Cathriona White, fidanzata di Jim Carrey, due anni prima della sua morte.

jim_carrey_and_cathriona_white-e1443559883554Sono parole dure, riportate dal giornale Daily Mail, che sembrano puntare nuovamente i riflettori sul giallo sella scomparsa della giovane donna. Cathriona fu considerata suicida, uccisa da un’overdose di farmaci, ma nel corso dei mesi successivi sono venute fuori diverse ipotesi che vedevano il noto attore coinvolto in quello che ha preso ormai le tinte di un giallo.
Carrey ha sempre negato ogni colpa, dicendo che probabilmente la sua donna si era uccisa per il senso di colpa, dopo che due anni prima li aveva estorta del denaro e perché era sconvolta da un messaggio che la madre le aveva mandato prima di morire. Nella lettera però ci sono parole molto forti che fanno pensare che le cose tra loro fossero molto peggio di come raccontato: «Mi hai buttato via dopo aver preso quello che ti serviva. Non hai pensato allo stigma in cui devo vivere per il resto della mia vita, non ti sei scusato né hai chiesto che cosa potessi fare. Mi hai attaccato il tuo HSV e HPV, ora voglio le tue scusa. Voglio che tu capisca che per quanto ti sembri una piccola cosa, rovina la vita di una ragazza».

Romina Power: “Cerco un uomo adesso, poi sarà troppo tardi”

Romina Power, dopo la dichiarazione clamorosa sulla figlia Ylenia 23 anni dopo la scomparsa, si racconta in un’intervista al settimanale ‘Oggi’, in edicola da domani e parla della sua vita e dei suoi amori.

romina-power_20180606“Diventando più grandi dovremmo accontentarci di più. Invece è il contrario. Sono diventata più esigente e selettiva. Ora non c’è nessun uomo all’orizzonte. Però mi piacerebbe. Non voglio restare sola per il resto della vita. E, se non lo trovo adesso, poi, forse è troppo tardi”. Dove dice che le piacerebbe molto anche diventare nonna: “Magari! Non vedo l’ora ma non so se (Cristel e il marito, ndr) mi affiderebbero più di tanto il figlio. Sono una stramba! A parte gli scherzi, ora sono una donna equilibrata. Sarebbe meraviglioso”.
E alla domanda su chi delle figlie le somiglia di più dice: “Ognuna ha qualche guizzo che ricorda il mio carattere ma quella che più mi assomiglia è Ylenia”, la figlia scomparsa nel 1993. A proposito della quale dice: “La fede mi ha aiutato tantissimo. E vorrei aggiungere una cosa che difficilmente si scrive: a New Orleans scompaiono ogni anno nel nulla quasi 100 ragazze e nessuno fa nulla per capire perché. È terribile per le mamme. Io sono la prima ad aver conosciuto altri genitori che stavano cercando la propria figlia, mentre lo facevo io”.

34 anni fa ‘Thriller’ di Michael Jackson ballato da mezzo mondo

Ancora oggi al primo posto dei Guinnes dei Primati, è il disco simbolo del sodalizio di Jackson con Quincy Jones, pietra miliare della discografia moderna e dell’era dei videoclip.
Sembra incredibile, ma 34 anni fa, il 30 novembre del 1982 in Italia, e il 2 dicembre altrove, usciva l’album che cambiò per sempre il destino dell’industria discografica mondiale.

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Il titolo era “Thriller”, e il suo protagonista, l’allora ventiquattrenne Michael Jackson, era un bel ragazzo nero, dai tratti e dal timbro vocale delicati e dal talento quasi soprannaturale. Oltreoceano, dove nei quindici anni precedenti tutti lo avevano visto crescere, artisticamente e fisicamente, sotto i riflettori, Michael era già l’idolo di tre generazioni, ma in Italia, dove il grande pubblico ne aveva sentito parlare qualche anno prima grazie alle hit tratte da “Off The Wall” (“Rock With You”, “Don’t Stop ‘Til You Get Enough”), era una vera e propria scoperta.
Fu “The Girl Is Mine”, il duetto con l’ex Beatles Paul McCartney scritto dallo stesso Jackson, a debuttare nelle radio. Poi arrivò l’album e il successo fu immediato: giorno dopo giorno, i ragazzi di tutto il mondo consumavano quel disco in vinile dall’elegante copertina che mostrava Michael con uno splendido cucciolo di felino, scoprendo nuove sensazioni a ogni ascolto. Jackson, che alle canzoni magiche di “Thriller” (che originariamente doveva chiamarsi “Starlight”) aveva lavorato oltre due anni, sapeva bene che il mondo era pronto per qualcosa di grandioso.
L’occasione perfetta fu il Motown 25: yesterday, today and forever, galà televisivo organizzato dal pioniere della discografia afroamericana Berry Gordy per celebrare il venticinquesimo anniversario della Motown, l’etichetta “nera” di Detroit.
Michael accettò di prenderne parte con i fratelli, i Jackson 5, a condizione che gli venisse concesso di esibirsi anche sulle note del suo nuovo singolo Billie Jean nonostante fosse pubblicato da un colosso discografico concorrente, la CBS Epic/Sony. Terminato un nostalgico medley al fianco dei fratelli, partirono le note di Billie Jean e in Michael si accese un fuoco mai visto prima che lasciò tutti i presenti in sala e il pubblico a casa senza fiato. Era la prima volta che Michael Jackson si cimentava nel passo di danza che avrebbe contraddistinto il suo stile da quel momento in avanti: il “moonwalk”.
L’indomani del Motown 25, scoppiò la febbre di Thriller, e le nove canzoni che lo componevano – quattro delle quali, “Wanna Be Startin’ Something”, “The Girl Is Mine”, “Beat It” e “Billie Jean”, erano scritte e composte dallo stesso Jackson – divennero le più ascoltate in tutto il pianeta. L’era dei video era appena cominciata, basti pensare che furono proprio il video di “Thriller”, un vero e proprio mini-film diretto da John Landis (“The Blues Brothers”, “Un lupo mannaro americano a Londra”), insieme ai clip di Billie Jean e Beat It, a dare linfa vitale al neonato canale televisivo Mtv.
115 milioni di copie, 8 Grammy Awards, numerosi primati certificati dal libro dei Guinness: “Thriller” è sempre stato, ed è ancora oggi, l’album più venduto di tutti i tempi. E il secondo atto di quella che presto sarebbe diventata la trilogia record (“Off The Wall” del ’79, “Thriller” dell’82 e “Bad” dell’87) nata dal sodalizio artistico di Michael Jackson e il leggendario produttore Quincy Jones.
“Thriller” è il disco che più di tutti ha sdoganato il soul/pop afroamericano e, complici l’abilità di Jackson nella composizione di melodie capaci di abbattere le barriere stilistiche tra soul/funk, pop e rock (indimenticabile è l’assolo di chitarra di Eddie Van Halen in “Beat It”), le contaminazioni tra generi, da allora una colonna portante del music-biz.
Lo ricordiamo oggi, nel 34esimo anniversario della sua pubblicazione, con un pizzico di rinnovata incredulità per la scomparsa prematura di Michael Jackson e di nostalgia per un altro artista chiave di quel miracolo discografico che ci ha lasciato di recente, Rod Temperton, l’autore di “Thriller”, di “Baby Be Mine” e della struggente ballata che chiudeva “Thriller”, “The Lady In My Life”.

Lady Gaga si mette a nudo… ora è Joanne

Ha cambiato infiniti vestiti, innumerevoli personaggi, tanti stili e mood ma così sincera Lady Gaga non si era davvero mai vista. La cantante ha pubblicato il 21 ottobre Joanne. Il suo quinto album porta una forte valenza autobiografica, a partire dal titolo: Joanne è infatti il secondo nome della popstar. Nel cd sono tanti i riferimenti ai trascorsi di Lady Gaga, anche quelli più drammatici, dagli abusi sessuali a 19 anni, alla scomparsa dell’amica Sonja Dunham, alla rottura del fidanzamento con Taylor Kinney.

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Molto caratterizzante e decisamente au naturel il look scelto dalla star. Sono due le chiavi ricorrenti negli outfit indossati per la promozione dell’album: cappello e shorts. Dopo corna, tartarughe, piume e persino alberi di Natale, la star ora indossa solo cappelli di feltro. E’ uno in particolare il più amato, un modello rosa di Gladys Tamez, scelto anche per la copertina di Joanne e paparazzato innumerevoli altre volte, accessoriato con nastri, fiocchi e bamboline di vario genere. Per quanto riguarda i calzoncini, più corti sono e meglio è. E’ quasi sempre il jeans il tessuto scelto ma non mancano maglina e lurex. Lady Gaga si è dunque messa a nudo, anche nel look.

Il giallo della Moric scomparsa: “Mia suocera sbagliava il numero di telefono”

“Comunque la verità è che mia suocera sbagliava numero”, con questo post Nina Moric chiude definitivamente il caso della sua presunta scomparsa e di quella del fidanzato Luigi Mario, dati per irrintracciabili dalla madre di Favoloso che, preoccupata per il loro silenzio, attraverso l’hashtag #whereisNinaMoric si era affidata al Web per avere loro notizie. Il giallo dell’estate ha creato qualche ora di panico tra i fan della Moric e di Favoloso, ma per fortuna tutto è rientrato.

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Ricapitoliamo: per qualche giorno la coppia non fa avere sue notizie. La madre dell’imprenditore prova a rintracciare il figlio e non riuscendo a mettersi in contatto con lui si affida al Web per un aiuto e con l’hashtag #whereisNinaMoric spera di avere notizie di Luigi Mario e della sua compagna prima di rivolgersi alle autorità.
Alla vigilia di Ferragosto Nina Moric carica un video su Twitter in cui tranquillizza i fan: “Ciao ragazzi, volevo rassicurarvi che sto benissimo e anche Favoloso sta da Dio. Vi abbraccio, buona domenica a tutti”. La qualità della clip non è delle migliori e Nina seduta, con le mani dietro la sedia come se fossero legate, non riesce ad essere particolarmente credibile.
Intanto un utente, attraverso il sito Dagospia, pubblica una foto della coppia in un ristorante a Vipiteno: i due brindano sereni nella località altoatesina.
A chiusura della storia, la showgirl confessa che la suocera sbagliava semplicemente numero. “Sarà vero?”, si domandano perplessi alcuni follower. L’importante è che la signora Loredana si sia tranquillizzata.