Isola dei Famosi, un altro no. Miriana Trevisan: “Ho detto sempre no. A proposito di ricerca della popolarità…”

MILANO – L’Isola dei Famosi, che partirà con nuovo anno e la conduzione di Alessia Marcuzzi su Mediaset, incassa un altro no.
Fra i vari nomi usciti come candidati al naufragio in Honduras c’era anche quello di Miriana Trevisan, ex stellina di “Non è la Rai”, ex velina, ex del cantante Pago e ultimamente di nuovo sotto i riflettori per le accuse a Giuseppe Tornatore.

maxresdefault (14)E’ stata la stessa Miriana a dire la sua da Instagram: “Comunicazione di servizio – ha scritto sul social – ringrazio Mediaset per le proposte (quest’anno ma anche gli anni scorsi, per l’Isola e per il GF vip) ma ho già detto sempre no. Non è quello che mi interessa. A proposito della “ricerca di popolarità”. Curioso che TGCOM non lo sappia. Buona giornata”.

Ecco Enzo Sangue blu: «Avrei insegnato lettere, mi ispiro al male ricevuto»

Enzo O’ Talebano Sangue Blue in Gomorra è un fiero combattente del male, nella realtà Arturo Muselli mostra un cuore pulito, alla ricerca di equilibrio e perfezione artistica, oltre che di rigore affettivo, trovato nella compagna ingegnere. Con i genitori ha un rapporto tormentato: lo avrebbero voluto un rassicurante insegnante di lettere. Il Mattino lo ha incontrato in tempi non sospetti, quando era già, a quanto pare, impegnato nelle riprese della serie di Sky e nascondeva il nuovo look con un cappello studiato per depistare possibili domande e i fan della serie. Si è raccontato in un’intervista intima nel video de Il Mattino. «Siamo un po’ lo specchio dei nostri genitori»

3406270_1548_lChe rapporto hai con i genitori?
«Ma…Ho un buon rapporto. Sono figlio unico, ho ereditato le loro ansie e le loro paure e ho incominciato a distaccarmene crescendo ma la fase di passaggio all’età adulta è stata dura»

Ti sostengono?
«All’inizio no. Poi hanno capito che facevo sul serio e che non volevo rinunciare alla carriera da attore. Ogni tanto mi ricordano che sono laureato in lettere e mi sottopongono concorsi e domande di insegnamento e devo ricordare loro che le cose sono un po’ cambiate in questi anni. Ma senza il loro appoggio, i loro sorrisi e le loro pacche sulle spalle o ii sostegno economico e nei momenti di difficoltà non ce l’avrei fatta».

Nascondi i capelli con un cappello (stava girando Gomorra in gran segreto, al tempo, ndr)
«Sto nascondendo i capelli per motivi di lavoro. Anche se indosso il cappello in generale molto spesso».

Chi interpreti? Un calciatore del Napoli con la cresta?
«Magari ma non sono molto bravo a giocare a pallone, sono un napoletano atipico, però gioco a pallacanestro»

Hai una fidanzata che tieni lontana dalle scene
«Mi piace che i nostri mondi siano separati. Credo che quando due persone svolgono lo stesso lavoro il rapporto può complicarsi. Poi sono una persona curiosa e avere accanto qualcuno che fa tutt’altro nella vita è un modo per stimolarmi e per rubare spunti»

Cosa rubi da lei ?
«Beh lei fa l’ingegnere»

Genio e sregolatezza quindi?
«Beh non sono tanto sregolato, mi piacciono le cose tranquille. Piuttosto sono ombroso»

Capiamo qualcosa di più di questo ragazzo ombroso: quanto cattivo c’è in te e quanto ti discosti dai personaggi che interpreti?
«Mi sento buono nella vita perché non ho bisogno di far male alle persone ma sono sempre molto contento quando devo intepretare dei personaggi distanti da me»

E allora che prove sostieni per allenarti a interpretare i cattivi ?
«Prendo spunto dal male che mi hanno fatto nella vita, i cattivi li incontriamo sempre»

La moglie di Brizzi: “Difendo Fausto, è tribunale mediatico. Sono barricata in casa con mia figlia”

«Mi addolora molto ascoltare le accuse rivolte a Fausto perché non corrispondono in nessun modo alla persona che conosco, pur nutrendo il massimo rispetto per le donne che si sono sentite ferite»: rompe il silenzio Claudia Zanella, moglie di Fausto Brizzi, il regista romano accusato di molestie sessuali da diverse attrici e modelle.

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Parla di «tribunale mediatico». «Gli sono vicina – scrive – perché così avviene tra una moglie e un marito quando si affrontano periodi difficili. Sono barricata in casa e non posso nemmeno portare mia figlia al parco: anche questa può essere considerata violenza sulle donne».
Al settimanale Oggi che per per primo aveva parlato della presunta crisi coniugale per la coppia formata dal regista di Notte prima degli esami e dalla Zanella, attrice e madre di una bambina spiega: «Girano molte voci e tali sono per me. Mia madre non sta bene e questa è la mia priorità ora».
LA LUNGA LETTERA «Ho iniziato a fare l’attrice a 11 anni, oggi ne ho 38. In questi anni mi è capitato di sentire di tutto, racconti di molestie di produttori su attori e attrici, abusi di potere da parte di registi e casting (uomini e donne), avance ricevute poco gentili e decisamente fuori luogo. Ho anche conosciuto attori e attrici alla ricerca di notorietà a tutti i costi»: inizia così il testo scritto da Claudia Zanella per esprimere vicinanza al marito Fausto Brizzi, nell’occhio del ciclone per lo scandalo molestie. «Se buona parte di tutto ciò che ho sentito ed è circolato nel nostro mondo fosse vero, da essere umano profondamente rispettoso del prossimo, ne sarei profondamente disgustata. Però – precisa l’attrice – deve esserci una distinzione: davanti alla violenza o all’abuso dobbiamo correre dai carabinieri e denunciare; davanti ad un approccio non gradito, invece, dobbiamo rispondere con un secco ‘no’, e andarcene, come ho fatto io stessa molte volte in questi anni nell’ambiente del cinema, della televisione e della moda», scrive ancora, prima di ribadire il concetto: «Si può e si deve dire di NO davanti a una avance di un produttore o di un regista importante, se questo non ci piace. Perché la carriera si costruisce con il talento, lo studio, l’impegno, non a letto».
Le pesanti accuse rivolte a Brizzi in tv e sui giornali negli ultimi giorni hanno compromesso la sua reputazione e comportato la cessione delle quote che deteneva nella società di produzione cinematografica Wildside e la presa di distanza nei suoi confronti da parte della Warner Bros. Entertainment Italia che lo ha cancellato dalla promozione del suo film di Natale ‘Poveri da ricchissimi’, manifestando l’intenzione di non lavorare più con lui in futuro. Ma soprattutto hanno turbato la sua pace familiare, un anno e mezzo dopo la nascita della sua prima figlia Penelope Nina.
Claudia Zanella racconta le sue sensazioni più private dopo questo terremoto che ha sconvolto la sua vita: «Mi addolora molto ascoltare le accuse che sono state rivolte a Fausto – scrive – perché non corrispondono in nessun modo alla persona che conosco, pur nutrendo il massimo rispetto per le donne che si sono sentite ferite. Mi spiace anche perché a prescindere dal fatto che l’imputato in questo tribunale mediatico sia mio marito, non trovo affatto corretto per nessuno essere descritto come il peggiore dei criminali».
«Mio marito – scrive ancora – ha ribadito, più volte, di non aver mai avuto rapporti non consenzienti. In questo momento gli sono vicina perché così avviene tra una moglie e un marito quando si affrontano periodi difficili. Queste accuse formulate in tv, nei salotti televisivi di trasmissioni di gossip, senza nessuna garanzia, possono distruggere la carriera di un uomo, il suo matrimonio e la sua esistenza. Se mio marito ha avuto rapporti con altre donne nel corso del nostro matrimonio, voglio parlarne da sola con lui, nel nostro privato, come è giusto che sia. Devo capire se come moglie mi ha mancato di rispetto. Sono madre di una meravigliosa figlia femmina, e devo esserle di esempio».
Infine un appello al rispetto della privacy della famiglia, in linea con quanto dichiarato dal primo minuto dal regista che aveva invocato il massimo rispetto per la moglie in particolare. «Sono barricata in casa da 5 giorni e non posso nemmeno portare mia figlia di un anno e mezzo al parco, perché sotto al nostro portone ci sono giornalisti e paparazzi a qualsiasi ora del giorno e della notte. Anche questa – conclude – può essere considerata violenza sulle donne: in questo caso io e mia figlia».
IL CASO E LE TESTIMONIANZE CHOC Intanto, però, dopo le dieci testimonianze raccolte – e messe in fila in una sequenza choc – dalle Iene contro Brizzi (quasi tutte anonime, tranne quelle dell’ex Miss Italia Clarissa Marchese e della modella Alessandra Giulia Bassi), si allunga la lista delle donne che puntano il dito contro il regista. In particolare, è la tatuatrice Vanya Stone a raccontare a ‘Grazia’ la storia di un provino trasformatosi in abuso: e i dettagli – il loft, l’invito a spogliarsi, la proposta di un massaggio, gli approcci sempre più pesanti – ancora una volta sembrano ripetersi.
E sempre ‘Grazia’ ha raccolto la testimonianza di Rossella Izzo, che racconta il disagio provato da alcune allieve dell’accademia di recitazione Actor’s Planet, invitate dal docente Brizzi nel suo studio per parlare, fare provini e per consigli come essere ‘disposte a tutto’. «Abbiamo allontanato lui e anche altri», assicura Izzo.
Dalla parte di Brizzi, in una vicenda lacerante che fa discutere in questi giorni l’Italia, si schiera Vincenzo Salemme: «Io conosco Fausto benissimo e mi sembra tutto talmente assurdo che, mamma mia… questa vicenda mia veramente sconvolto». Con il regista l’attore ha lavorato soltanto nel film ‘Ex’, «ma lo conosco – assicura – è una persona perbene. Sentire quelle cose è stata una cosa sconvolgente».
Gerry Scotti, invece, invita le donne a denunciare con forza: «Adesso avete in mano il pulsante, non dovete perdonare nulla: denunciate subito, non permettete a nessuno di farla franca, tanto più se chi vi sta di fronte è qualcuno che approfitta della situazione», dice rivolto alle studentesse universitarie che affollano la conferenza stampa del suo nuovo programma, The Wall.
«Non è mai troppo tardi per denunciare» violenza e molestie, tuona da Taormina la commissaria europea per la Giustizia e la parità di genere, Vera Jourova, parlando del caso Weinstein con l’ANSA a margine del G7 sulle Pari opportunità. «È molto preziosa», sottolinea, la mobilitazione ‘MeToo’ che sta dilagando sui social. «Le donne hanno avuto il coraggio di portare alla luce le loro storie personali. Finalmente ci rendiamo conto di quanto sia vasto questo problema».

Alessia Marcuzzi: “Sono irrequieta, è dura starmi vicino”

Uno spirito libero, irrequieto, alla ricerca di entusiasmo e sempre pronto al piano B. Alessia Marcuzzi si racconta al Corriere della Sera e svela la sua anima vivace: “Non ho fatto come mamma e papà, che si sono fidanzati a 16 anni e sono ancora insieme: un modello che mi piaceva ma non ho saputo replicare. Non riesco a placarmi”.

C_2_articolo_3101838_upiImageppDue figli da due uomini diversi e dice: “Non sono mai stata con qualcuno se non mi andava. Ma a un certo punto bisogna sapersi fermare: non si possono provare le farfalle nello stomaco per sempre”.
Presentatrice, imprenditrice, mamma e donna sempre pronta a mettersi in gioco. “Essere così curiosa non mi rende serena: è come se non fossi mai del tutto soddisfatta, cerchi sempre qualcosa che ti entusiasmi di più”. Quando ha conosciuto Simone Inzaghi pensava di sposarsi e di fare la mamma. “Ero la casalinga perfetta” ammette. Poi l’occasione da prendere al volo e lei l’ha presa: “Dal nulla mi chiamarono per condurre Le Iene”.
Libera di scegliere e consapevole, la Marcuzzi dice al Corriere: “Non mi sono mai sentita intrappolata dalle mie scelte, ma ora so che in coppia un po’ di sforzo bisogna farlo. Poi io sono matta, è dura starmi vicino: per me deve essere sempre tutto wow… Ho vissuto intensamente e vedo i miei ragazzi sereni in questa famiglia allargata”. E non è facile creare un’armonia così: “Merito delle donne intelligenti con cui ho a che fare, e mi riferisco alle nuove compagne dei padri dei miei figli…”.

Elisabetta Gregoraci in bikini tra le rocce

Mentre Flavio Briatore sta definendo gli ultimi dettagli per l’apertura stagionale del suo storico locale in Costa Smeralda, la sexy mogliettina, con un bikini da far girare la testa, cinguetta: “alla ricerca di granchi”, mentre posa con Nathan sulle rocce a Cala Spalmatore in Sardegna. In realtà Elisabetta Gregoraci sembra più una sirena incantatrice con quelle curve sexy e uno stacco di coscia da paura.

C_2_articolo_3086512_upiImagepp (1)Capelli raccolti, occhiali da sole e bikini con lacci incrociati sugli addominali. Impeccabile e fashion anche sulle rocce con il suo bambino, la signora Briatore sorride in questa calda estate da mamma super hot. Un quadretto di famiglia in cui non compare mai Flavio. Dettaglio che non sfugge ad alcuni follower che stuzzicano Elisabetta senza ricevere risposta. Che siano realmente in crisi nonostante la smentita dell’imprenditore? Oppure lui è troppo impegnato in questo momento con l’apertura del suo locale vip? Tra tante ipotesi, una sola certezza: Eli ha occhi solo per il suo ometto Nathan.

Assad e Putin terrorizzati. Non da Trump, ma dal video di Elena Santarelli

Assad e Putin sono terrorizzati. Non dai missili di Trump bensì da Elena Santarelli e dai suoi colleghi che stanno dando vita sui social alla campagna #EveryChildisMyChild.
“Basta con la guerra in Siria. Adesso non si può più tacere perché ogni bambino è il nostro bambino”. Un cartello con l’hashtag e una valanga di like su Facebook, Twitter, Instagram. Attori, calciatori, cantanti, presentatori in tanti ci stanno mettendo il faccione in primo piano.

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Da Alessia Marcuzzi a Vanessa Incontrada, da Emma ad Alessandra Amoroso, da Fabio Volo a Pierfrancesco Favino. E ancora Miriam Leone, Elena Santarelli, Giuliano dei Negramaro, Martina Colombari, Luciana Littizzetto, Niccolò Fabi, Luca Argentero, Edoardo Leo, Anna Foglietta. Come se bastasse un ciak per interrompere il conflitto che ha devastato uno dei Paesi più belli del mondo. Evidentemente una ventata di qualunquistica pubblicità sui social non guasta mai.
Di diverso avviso sono le campagne mirate ai vergognosi fenomeni di casa nostra che vanno combattuti ed estirpati. Tipo la campagna di sensibilizzazione a fianco delle donne #maipiunemiche di Federica Ferretti con Gemma Favia prima testimonial. O ancora le campagne che si impegnano contro il bullismo. Ce ne sono diverse, tutte efficaci. A cominciare dal programma su Raidue e dall’iniziativa nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola dal titolo Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo, lanciata dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Con uno spot che fa molto più effetto della strofa recitata a pappagallo contro la guerra in Siria. Si vede un ragazzo, il classico secchione, che viene aggredito e insultato dai compagni di classe. “Eccolo il verme che non passa mai i compiti” e giù botte, calci e insulti, con tanto di video sullo smartphone. E la prof Ambra Angiolini che lancia lo slogan, ben più efficace di tanti altri: “rimanere indifferenti equivale a essere complici”.