Veronica Angelone e la presunta bestemmia: “Mai pronunciata”

Dopo la sua uscita dalla casa del Grande Fratello non si è più tornati sulla bestemmia che Veronica Angeloni avrebbe pronunciato proprio prima della diretta. Fanpage ha intervistato la pallavolista che ha detto chiaramente: «Non ho mai bestemmiato in vita mia, invito chiunque a dimostrare il contrario. In Toscana si usa dire “Orca Madosca”, mi sono interrotta a causa dello starnuto».

3324993_1858_grande_fratello_vip_2_610Poi prosegue: «Mi si può dire tutto ma non che io abbia bestemmiato o che sia solita farlo nella vita. Mi era già capitato un’altra volta nella Casa e avevo pronunciato quel termine senza problemi. Sono contenta di potermi spiegare e di precisare che non si trattava di una bestemmia. Mi è dispiaciuto uscire dalla Casa, ma sapevo di scontrarmi come un personaggio forte come Jeremias. Mi sarebbe piaciuto restare, ma va bene così».
Sulla love story tra Cecilia Rodriguez e Francesco Monte anche lei chiarisce: «Tra Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez c’è solo una bella amicizia. Lei è molto innamorata del fidanzato Francesco Monte. Dentro la Casa vivi uno sbalzo emotivo ed è normale avere dei dubbi».
Poi parla delle parole che alcuni inquilini le avrebbero rivolto dietro le sue spalle, parole venute fuori solo all’uscita di Veronica dalla casa: «Non ho apprezzato le parole che Luca Onestini e Ignazio Moser mi hanno rivolto. È importante rispettare le donne, e loro mi hanno dato della “senza cervello” e della “donna di mer**”. L’ho scoperto oggi dopo essere uscita e aver visto i video. Loro mi hanno deluso. Adoro, invece, Giulia, Cecilia e Ivana».

Morto Paolo Villaggio: l’attore di Fantozzi aveva 84 anni, era malato da tempo

Paolo Villaggio è morto stamattina alle 6. L’attore aveva 84 anni ed era ricoverato dai primi di giugno nella clinica privata Paideia di Roma. L’attore in passato era stato seguito dal policlinico Gemelli di Roma. Per anni è stata una delle ‘bufale’ più gettonate del web, ma ora è tutto tristemente vero: Fantozzi non c’è più.

2540179_21_6824846Ad annunciare la morte di Villaggio è stata la figlia Elisabetta su Facebook dove, su una foto del padre giovanissimo, scrive: «Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare». LA COSCIENZA DEGLI ITALIANI Nato a Genova da papà siciliano e mamma Genovese, Paolo Villaggio fu la voce della coscienza degli italiani, che col personaggio di Fantozzi riusciva a raccontare con impareggiabile maestria. Dopo un inizio da cabarettista in giovane età, in cui comunque lavorava in fabbrica (anche se, a dire il vero, i vertici lo scelsero per organizzare le feste aziendali), Villaggio debuttò in teatro e alla radio grazie a Maurizio Costanzo. Da lì, complice il desiderio di rinnovamento della tv di stato, Villaggio scala in fretta i gradini della celebrità: «Quelli della domenica» (dove debuttano il Professor Kranz e il nevrotico Fracchia), «Canzonissima», «Gran Varietà» alla radio. Sono gli ultimi momenti degli anni ’60 che Villaggio fa suoi insieme ad ormai buoni compagni di strada come Enrico Vaime, Cochi e Renato, Gianni Agus, Ric e Gian. Nel ’68 debutta al cinema con il misconosciuto «Eat it!». Ma saranno gli anni ’70 a far passare Villaggio alla storia: prima con l’invenzione letteraria del ragionier Ugo Fantozzi (un travolgente successo in libreria) e poi con la sua versione cinematografica che si concretizza nel 1974 per la regia di Luciano Salce e la produzione Rizzoli. IL SUCCESSO DI FANTOZZI E IL DECLINO Dieci capitoli, tutti indimenticabili: questa la saga del ragioner Fantozzi, il personaggio più conosciuto di Paolo Villaggio. L’attore, però, non aveva rinunciato ad altri impegni nel cinema d’autore, sotto la regia di Mario Monicelli, Pupi Avati e Lina Wertmuller. Gli anni ’90, in qualche modo, segnarono la fine della sua fortuna cinematografica: ne erano un triste indicatore premi come il Leone d’oro alla carriera (il primo mai dato a un comico) del 1992; due anni prima Fellini gli aveva fatto vincere il David di Donatello come miglior attore (ne avrebbe vinto un secondo alla carriera nel 2009); infine ecco il Pardo d’oro di Locarno nel 2000.
Un declino molto sofferto dall’attore, che spiegava: «Stare senza cinema, per me, e spero che nessuno si offenda, è come vivere senza braccia». Uno sfogo condiviso anche dall’amata figlia Elisabetta, che qualche mese fa aveva scritto sui social: «Il cinema italiano lo ha abbandonato, ma mio padre è ancora vivo, anche se non sta al meglio».

Imma Battaglia: “Eva Grimaldi sull’Isola per scrollarsi di dosso gli stereotipi”

“Ci sono stati grandi corteggiamenti e lunghi tempi di conoscenza, tra cinema, pizze e concerti. Tanti giochi. Ma ripeto, noi usciamo per Roma insieme da anni, non ci siamo mai nascoste, solo che la nostra relazione affettiva l’abbiamo sempre vissuta nel privato”.

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Imma Battaglia parla della sua relazione con Eva Grimaldi, ora partecipante all’Isola dei Famosi, che ha raggiunto in Honduras per qualche giorno: “Avevamo parlato a lungo della sua scelta di partecipare al programma, mi aveva avvisato che avrebbero scavato nella sua vita privata e c’era il rischio che la nostra relazione uscisse fuori. Anche se in verità noi non ci siamo mai nascoste – ha dichiarato a “Vanity Fair” – Io ci ero già passata, per me è la terza storia con una persona che non ha mai amato altre donne all’infuori di me. Ci siamo conosciuti nel settembre 2010, tramite amici comuni, e ho apprezzato subito la sua determinazione”.
Ha accettato di partecipare al gioco (“Certo, lei mi ha chiesto il sostegno e io ho accettato perché la amo. Poi c’è da dire che il gesto di Eva non è solo affettivo, ma per come la vedo io ha pure una valenza politica e femminista: una donna coraggiosa che riparte da zero, scrollandosi di dosso etichette e stereotipi”) per aiutarla a cambiare il suo personaggio: “Eva ha pagato gli anni Ottanta e la sua incredibile bellezza. Ha lavorato con registi importanti eppure spesso non viene ricordata nel novero delle attrici, come se non ne fosse degna. E’ stata usata e poi gettata”.

“Contro i clandestini serve un attentato in Italia”, bufera sul tweet di Fabrizio Bracconeri

«Vi sembrerà assurdo e mi piange il cuore dirlo,ma solo un attentato in Italia ci leverà dai co….i del PD E CLANDESTINI…poi la rivolta». Il tweet choc di Fabrizio Bracconeri, l’ex Bruno Sacchi de “I ragazzi della 3a C”, ha scatenato un polverone sui social.

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L’attore, che nel 2014 si era anche candidato alle elezioni europee con Fratelli d’Italia, è già noto ai più per le sue posizioni estreme: ma l’ultimo “cinguettio” ha sollevato più polemiche del solito. In molti gli hanno risposto per le rime, ironizzando sul suo personaggio che, nell’immaginario liceo “Giacomo Leopardi”, prendeva sempre 3. «Quando gli mettevano 3 lo avevano sopravvalutato», scrive Luciano Nobili, mentre qualcun altro dichiara apertamente di pentirsi «di ogni puntata della 3a C che ho visto». «Quando Isis capisce che c’è sta gente e vede come stiamo messi gli prende pietà», cinguetta Gianni Pinoli.

Bufera su “Ultimo tango a Parigi” per la scena dello stupro: “L’attrice non era consenziente”

«Dovrebbe finire in prigione», «gli andrebbero tolti tutti i premi», «il film non andrebbe più fatto vedere». Sono fra le centinaia di reazioni indignate sui social network contro Bernardo Bertolucci, e che hanno visto protagonisti anche star come Chris Evans, Anna Kendrick e Jessica Chastain. A causarle, la pubblicazione due giorni fa sul sito Usa di Elle (ripreso in tutto il web) di una video intervista del 2013 alla trasmissione olandese College Tour, nella quale Bertolucci ammette che l’allora 19enne Maria Schneider non era consenziente nella celebre scena del burro di L’ultimo tango a Parigi.

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Nella sequenza, il personaggio interpretato dall’allora 48enne Marlon Brando, costringe la ragazza cui dà volto la giovane attrice a un violento rapporto anale. La vicenda non è nuova e il film stesso ha una lunga travagliata storia, e una controversia legale, sfociata con la condanna al rogo della pellicola il 29 gennaio 1976, per poi essere riabilitata dalla censura nel 1987. Bertolucci dice di «aver agito in un modo orribile con Maria, perché non le ho spiegato cosa sarebbe successo». Tutto per avere «la sua reazione come ragazza, non come attrice. Volevo si sentisse realmente umiliata». L’autore di L’ultimo imperatore pur ammettendo di sentire dei forti sensi di colpa verso Maria Schneider (morta nel 2011 per un tumore, dopo una vita complicata anche da problemi psicologici e tossicodipendenza), dice di non essersi pentito di aver girato così quella scena, perché «a volte nei film per ottenere una certa reazione bisogna essere liberi».  L’attrice aveva parlato spesso dello shock causato in lei dal film, sottolineando, in particolare, in un’intervista del 2007 con il Daily Mail, che pur non essendoci stato, nella scena in questione, un reale rapporto sessuale si era sentita «realmente umiliata e, per essere onesti, un pò stuprata da Brando e da Bertolucci. Dopo aver girato Brando non mi consolò nè si scusò». L’indignazione globale esplosa sul web (c’è anche chi sta tentando di pubblicare commenti offensivi, che vengono prontamente cancellati, sulle pagine di wikipedia dedicate al regista) è stata alimentata dal titolo dell’articolo iniziale su Elle (« Bertolucci ammette di aver complottato per girare una scena di stupro non consensuale in L’ultimo tango a Parigi»), rilanciato ovunque, che ha portato molti internauti a credere si sia trattato di una vera violenza sessuale.  «Per tutte le persone che amano questo film – ha scritto Jessica Chastain – state guardando una 19enne stuprata da un 48enne. Il regista ha pianificato l’aggressione. Mi fa star male». Mentre Chris Evans commenta: «Wow. Non guarderò più questo film, Bertolucci o Brando nello stesso modo. Questo va oltre il disgustoso. Provo rabbia». Anna Kendrick ricorda che «Miss Schneider aveva dichiarato tutto questo anni fa. Ma ricevevo occhiatacce quando mi trovavo a parlarne con qualcuno (uomini)». Evan Rachel Wood (che ha rivelato recentemente di essere stata vittima in passato di due stupri) definisce ciò che è successo alla Schneider «straziante e oltraggioso. Quei due ( Bertolucci e Brando, ndr) dovevano essere individui molto malati a pensare che andasse bene (agire così)». Mentre la regista di Selma Ava Duvernay, bolla l’accaduto come «ingiustificabile. Come regista posso a malapena immaginare. Come donna sono disgustata, inorridita e piena di rabbia».   Il regista, nel 2011 dopo la morte dell’attrice, aveva dichiarato che avrebbe voluto chiederle scusa. «La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa». Bertolucci ricordava: «Il rapporto forte e creativo avuto durante le riprese di Ultimo Tango si era avvelenato col passare del tempo. Maria mi accusava di averle rubato la sua giovinezza e solo oggi mi chiedo se non c’era qualcosa di vero. In realtà era troppo giovane per poter sostenere l’impatto con l’imprevedibile e brutale successo del film». La Schneider ne fu travolta e in un’intervista raccontò che la scena del burro non era in copione ma che fu un’idea di Marlon Brando. Prigioniera della Jeanne di Ultimo tango ce l’aveva con il suo regista e ad ogni intervista ripeteva di essere stata ingannata da Bertolucci. «Quella scena non volevo farla e mi sono sentita quasi violentata. Sì, le mie lacrime erano vere», dichiarò più volte.

Gianluca Vacchi, preoccupa la sua salute: “Quando rischi la vita ogni cosa acquista valore”

Personaggio dell’estate si è fatto conoscere per la sua vita extralusso e i suoi balletti sui social Gianluca Vacchi ha però confessato di aver passato un momento difficile a causa di alcuni problemi di salute. Prima il post su Instagram dove ha scritto dopo aver postato una sua foto in vestaglia: «Buongiorno, in questi giorni ho avuto un problema di salute ora in via di risoluzione. Volevo esprimere tutta la mia solidarieta’ per le persone colpite dal terremoto.

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Ognuno di noi, in questi giorni , faccia tutto il possibile per essere d’aiuto in questo momento cosi difficile».Poi però i problemi di salute sono sembrati ben più gravi di quello che era sembrato un semplice malore. «Ieri il mio staff all’Eremita mi ha dato il benvenuto con grande affetto. È stata una grande sorpresa per il mio ritorno a casa. Quando rischi la tua vita ogni cosa acquista valore, l’erba è più verde e il cielo più limpido. Grazie a tutti».Il problema di salute pare sia stato superato e Gianluca ha voluto anche ringraziare la sua compagna  Giorgia Gabriele, cui Vacchi ha regalato una romantica dedica con tanto di messaggio d’amore: «Quando ti senti male, il tuo primo sostegno è il tuo amore. Giorgia è stata la mia forza in questi giorni con il suo dolce amore. Grazie amore mio, ti amo».

“Grey’s Anatomy”, Ellen Pompeo posa senza veli in copertina

Sotto il camice niente per la Dottoressa Meredith Grey. La protagonista di “Grey’s Anatomy” Ellen Pompeo ha infatti posato senza veli per la copertina di “Entertainment Weekly”.

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La dodicesima stagione del medical-drama negli Stati Uniti andrà in onda a partire dal 24 settembre e gli appassionati aspettano soprattutto di sapere cosa succederà al suo personaggio dopo l’inaspettata morte del marito Derek (Patrick Dempsey). “All’improvviso Patrick (Dempsey) se n’è andato ed è stato tipo ‘Oh mio Dio, Meredith verrà uccisa dall’Alzheimer!’ Lo show non può andare avanti senza un uomo” ha dichiarato ironica la Pompeo.
Sola e con tre figli, la determinata Dottoressa Grey riuscirà a gestire da sola la situazione, senza che un principe azzurro sbuchi magicamente all’orizzonte per correre in suo soccorso. A confermarlo la creatrice Shonda Rhimes in un’intervista al magazine Variety: “Non ho programmato un nuovo amore per lei e non è la cosa più importante su cui dobbiamo focalizzarci adesso”.
La Rhimes non chiude definitivamente le porte del cuore di Meredith ma “penso che per lei sia una sorta di rinascita, sta cambiando. Sto seguendo in che direzione sta andando il suo personaggio. Non dico che sicuramente non accadrà, perché sarebbe sbagliato, ma non è nelle mie intenzioni per adesso. Non si può far arrivare un tizio dal nulla e dire Eccolo qui!”.