Elisabetta Canalis piange la morte del suo cagnolino

Elisabetta Canalis piange la morte di uno dei suoi tre cagnolini. Il primo dei pincher della ex velina, Piero, se n’è andato ed Eli scrive un post di saluto pubblicando la foto che lo ritrae appoggiato al suo pancione qualche tempo fa quando la Canalis era in dolce attesa di Skyler Eva. “Buon viaggio piccolo guerriero, mamma non smetterà di pensare a te” ha scritto.

i-cani-di-elisabetta-canalis-sbarcano-su-instagram (1)“Ti amo e ti ho sempre amato angelo mio. Un giorno ci ritroveremo e prego Dio di darti l’amore che io ho per te. Ti cercherò in ogni segno, in ogni ombra, in ogni ricordo, ti troverò nell’aria, nel sonno e nei posti che ho vissuto con te. Ti amo da morire a ti porto nel mio cuore fino all’ultimo giorno di questa vita” è il dolce saluto della Canalis al suo cagnolino.

“Mi hai fatto finire in un mondo di droga e abusi”, le ultime parole choc della fidanzata di Jim Carrey

«Mi hai fatto finire in un mondo di cocaina, prostituzione, malessere, abusi hai fatto anche tante cose belle per me, e di quelle te ne sono grata. Ma da quando sono con te ho smesso di essere la persona che ero, Jim». Sono queste le parole choc scritte da Cathriona White, fidanzata di Jim Carrey, due anni prima della sua morte.

jim_carrey_and_cathriona_white-e1443559883554Sono parole dure, riportate dal giornale Daily Mail, che sembrano puntare nuovamente i riflettori sul giallo sella scomparsa della giovane donna. Cathriona fu considerata suicida, uccisa da un’overdose di farmaci, ma nel corso dei mesi successivi sono venute fuori diverse ipotesi che vedevano il noto attore coinvolto in quello che ha preso ormai le tinte di un giallo.
Carrey ha sempre negato ogni colpa, dicendo che probabilmente la sua donna si era uccisa per il senso di colpa, dopo che due anni prima li aveva estorta del denaro e perché era sconvolta da un messaggio che la madre le aveva mandato prima di morire. Nella lettera però ci sono parole molto forti che fanno pensare che le cose tra loro fossero molto peggio di come raccontato: «Mi hai buttato via dopo aver preso quello che ti serviva. Non hai pensato allo stigma in cui devo vivere per il resto della mia vita, non ti sei scusato né hai chiesto che cosa potessi fare. Mi hai attaccato il tuo HSV e HPV, ora voglio le tue scusa. Voglio che tu capisca che per quanto ti sembri una piccola cosa, rovina la vita di una ragazza».

Morto Paolo Villaggio: l’attore di Fantozzi aveva 84 anni, era malato da tempo

Paolo Villaggio è morto stamattina alle 6. L’attore aveva 84 anni ed era ricoverato dai primi di giugno nella clinica privata Paideia di Roma. L’attore in passato era stato seguito dal policlinico Gemelli di Roma. Per anni è stata una delle ‘bufale’ più gettonate del web, ma ora è tutto tristemente vero: Fantozzi non c’è più.

2540179_21_6824846Ad annunciare la morte di Villaggio è stata la figlia Elisabetta su Facebook dove, su una foto del padre giovanissimo, scrive: «Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare». LA COSCIENZA DEGLI ITALIANI Nato a Genova da papà siciliano e mamma Genovese, Paolo Villaggio fu la voce della coscienza degli italiani, che col personaggio di Fantozzi riusciva a raccontare con impareggiabile maestria. Dopo un inizio da cabarettista in giovane età, in cui comunque lavorava in fabbrica (anche se, a dire il vero, i vertici lo scelsero per organizzare le feste aziendali), Villaggio debuttò in teatro e alla radio grazie a Maurizio Costanzo. Da lì, complice il desiderio di rinnovamento della tv di stato, Villaggio scala in fretta i gradini della celebrità: «Quelli della domenica» (dove debuttano il Professor Kranz e il nevrotico Fracchia), «Canzonissima», «Gran Varietà» alla radio. Sono gli ultimi momenti degli anni ’60 che Villaggio fa suoi insieme ad ormai buoni compagni di strada come Enrico Vaime, Cochi e Renato, Gianni Agus, Ric e Gian. Nel ’68 debutta al cinema con il misconosciuto «Eat it!». Ma saranno gli anni ’70 a far passare Villaggio alla storia: prima con l’invenzione letteraria del ragionier Ugo Fantozzi (un travolgente successo in libreria) e poi con la sua versione cinematografica che si concretizza nel 1974 per la regia di Luciano Salce e la produzione Rizzoli. IL SUCCESSO DI FANTOZZI E IL DECLINO Dieci capitoli, tutti indimenticabili: questa la saga del ragioner Fantozzi, il personaggio più conosciuto di Paolo Villaggio. L’attore, però, non aveva rinunciato ad altri impegni nel cinema d’autore, sotto la regia di Mario Monicelli, Pupi Avati e Lina Wertmuller. Gli anni ’90, in qualche modo, segnarono la fine della sua fortuna cinematografica: ne erano un triste indicatore premi come il Leone d’oro alla carriera (il primo mai dato a un comico) del 1992; due anni prima Fellini gli aveva fatto vincere il David di Donatello come miglior attore (ne avrebbe vinto un secondo alla carriera nel 2009); infine ecco il Pardo d’oro di Locarno nel 2000.
Un declino molto sofferto dall’attore, che spiegava: «Stare senza cinema, per me, e spero che nessuno si offenda, è come vivere senza braccia». Uno sfogo condiviso anche dall’amata figlia Elisabetta, che qualche mese fa aveva scritto sui social: «Il cinema italiano lo ha abbandonato, ma mio padre è ancora vivo, anche se non sta al meglio».

Britney Spears in posa da Charlieʼs Angel dopo la bufala della morte

Britney Spears sta bene. L’annuncio della sua morte sull’account della Sony Music era una bufala. A rassicurare tutto il mondo non ci ha pensato solo il suo portavoce con una dichiarazione alla Cnn.

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La stessa pop star ha postato su Twitter, a beneficio dei suoi quasi 50 milioni di follower, un collage di quattro foto ironiche n cui si mostra in posa da Charlie’s Angel con una didascalia che recita “Non sottovalutare il potere di di Charlie’s”.
A smentire la notizia della morte della pop star statunitense ci ha pesato il suo staff assicurando: “E’ colpa degli hacker. Presumo il loro account sia stato hackerato, Britney sta bene”. Intanto sui social dopo la tristezza dei fan per la notizia, la smentita si è trasformata in ironia, e in molti hanno scritto come la cantante abbia battuto ogni record morendo e resuscitando nello stesso giorno.

Freddie Mercury, 25 anni senza la voce dei Queen

E’ passato un quarto di secolo dalla scomparsa di Freddie Mercury, morto il 24 novembre 1991 una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all’AIDS. In occasione dell’evento è uscito il 22 novembre “Somebody to Love: The Life, Death and Legacy of Freddie Mercury”, il libro di Matt Richards e Mark Langthorne che racconta la vita, la morte e la leggenda del mitico frontman dei Queen.

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Dopo anni di indiscrezini, si sta inoltre concretizzando il biopic che si intitolerà “Bohemian Rhapsody”. Ad interpretare Mercury ci sarà Rami Malek (Mr. Robot), mentre Brian May e Roger Taylor (chitarrista e batterista dei Queen) saranno co-produttori del film. La sceneggiatura sarà invece affidata a Anthony McCarten (“La teoria del tutto”).

Le giornaliste di Vogue contro le fashion blogger: “Trovatevi un lavoro vero, siete la morte dello stile”

E’ scontro aperto tra le giornaliste di Vogue e le fashion blogger, aspramente criticate al termine della Milano Fashion Week. Al termine della settimana della moda milanese, infatti, sul sito di Vogue è apparso una sorta di report della manifestazione redatta dagli editor e nel quale vengono screditate le fashion blogger che hanno partecipato: “È una situazione schizofrenica, e non può essere positivo – scrive Sally Singer, Direttore Creativo Digitale del sito Vogue -. Nota per i blogger che cambiano da testa a piedi i loro outfit sponsorizzati ogni ora: Finitela. Trovatevi un altro lavoro.

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State dichiarando la morte dello stile”.
Come se non bastasse, si unisce alla critica anche Sarah Mower, Capo Critico dell’edizione online di Vogue: “Hai ragione Sally, la categoria dei Blogger, inclusi i fotografi di street style che le aspettano e adorano, è orribile. Ma ancor di più, è patetico come queste ragazze corrano continuamente su e giù per le sfilate, nel traffico, addirittura rischiando di essere investite, solo nella speranza di farsi fotografare”.
Rincara la dose Nicole Phelps, Direttrice di Vogue Runway: “Non è triste solo per queste ragazze che si pavoneggiano per i fotografi. È stressante, in egual misura, vedere quanti marchi partecipino al fenomeno accrescendolo”.  Un attacco coordinato e sincronizzato: come risponderanno le fashion blogger a tutte queste critiche?

Il medico di Michael Jackson: “Io solo un capro espiatorio, i veri responsabili sono i suoi familiari!”

Fa scalpore la confessione di Conrad Murray, il medico di Michael Jackson, che per la prima volta racconta la sua verità sulla morte del cantante in esclusiva su Chi. Condannato a 4 anni per negligenza e accusato di aver abbandonato la popstar la sera in cui morì, dopo un’iniezione di sonnifero Murray rivela: “Io gli ho somministrato un sonnifero leggero. Non può essere morto per quello. Michael era dipendente da un forte antidolorifico che gli prescriveva di nascosto un altro medico”.

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E sulla sua famiglia aggiunge: “Era circondato da parassiti e da piccolo è stato violentato…”.Parole pesanti, che gettano ombre sulle verità finora diffuse. Murray ha appena pubblicato un libro negli Stati Uniti, intitolato “This is it” (Così è) in cui racconta la sua versione dei fatti e fa delle rivelazioni esplosive sulla martoriata vita di Michael Jackson. “Hanno preferito incastrare me perché così si dimenticava la famiglia Jackson e tutto quello che aveva fatto subire a Michael per anni”, spiega: “Dal momento in cui fossi stato dichiarato colpevole la famiglia avrebbe potuto rivalersi sulla casa di produzione che mi aveva assunto e chiedere un indennizzo milionario. La sola cosa che conta in quella famiglia sono i soldi”.
E aggiunge: “Hanno voluto che fossi io il capro espiatorio per la morte di Michael Jackson. Nei giorni precedenti alla sua scomparsa Michael ballava sei ore al giorno e non si alimentava. Era un uomo di 50 anni in uno stato di spossatezza estrema. Era completamente insonne. Quella sera mi aveva chiamato per aiutarlo a prendere sonno visto che, a forza di non dormire, stava impazzendo. Io gli ho somministrato un sonnifero leggero. Non può essere morto per quella sostanza. In realtà Michael era dipendente da un forte antidolorifico che gli prescriveva di nascosto un altro medico. Ha avuto un arresto cardiaco procurato da questo farmaco, lo stesso che ha ucciso Prince. Ma tutto questo al processo non è venuto fuori, perché era più facile incastrare me, il suo medico”.
Murray fa rivelazioni terribili proprio sulla vita privata del cantante: “Era circondato da parassiti che avevano in testa una sola idea: estorcergli più denaro possibile. Quando era piccolo, ma era già una star, la casa discografica, con l’appoggio del padre Joe Jackson, aveva voluto fargli delle iniezioni di ormoni perché non uscisse dalla pubertà e mantenesse la voce da bambino”.
E Murray fa anche chiarezza sulla sessualità del celebre cantante, che fu anche accusato di pedofilia, puntando il dito ancora una volta contro il clan Jackson: «Michel era eterosessuale. Amava le donne, ma era molto timido. Con Lisa Marie Presley ha avuto una vera relazione e, a suo parere, era lui stesso il solo responsabile del fallimento del matrimonio. Michael era molto innocente. Da giovane era stato violentato all’interno della sua stessa famiglia e questa tragedia lo ha traumatizzato per tutta la vita”.

Prince, spunta il figlio biologico: “Fatemi il test del DNA”

Dopo la morte di Prince moltissimi si sono fatti avanti, dichiarando di essere imparentati con la star. Tra questi anche Carlin Q. Williams, detenuto 39enne del Missouri, che ha richiesto il test del DNA per provare il suo legame di sangue. A quanto riporta Tmz il presunto figlio sarebbe stato concepito nel 1976, in un hotel di Kansas City.

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Intanto il dottore che aveva in cura Prince ha lasciato il centro medico in cui lavorava. Williams nella sua deposizione ha dichiarato che la madre Marsha Henson incontrò Prince al Crown Center Hotel di Kansas City, nel luglio del 1976. Dopo aver bevuto del vino insieme avrebbero consumato un rapporto non protetto in una delle stanze. La diretta interessata ha affermato di non aver fatto sesso nelle sei settimane precedenti all’incontro con la star e nemmeno durante la gravidanza.
Sempre secondo Tmz, inoltre, il medico che aveva in cura la popstar ha misteriosamente lasciato il centro in cui lavorava. Il Dr. Michael Todd Schulenberg, interrogato dalla polizia, aveva ammesso di aver visitato Prince il giorno prima della morte. In quell’occasione lo aveva sottoposto ad alcuni test e si era recato da lui il giorno successivo per portare i risultati. Il centro medico è stato intanto perquisito e sono stati prelevati documenti, cartelle cliniche, foto e appunti medici riguardanti Prince.