Diele choc: “Io dipendente da eroina, ma la droga non c’entra. Non sono un criminale”

«Sono colpevole», «urlerò la mia colpevolezza con tutte le forze. Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare. Devo pagare quello che decideranno i giudici e se servisse a qualcosa pagherei di tasca mia anche qualunque cosa alla famiglia. Però non sono un criminale. In televisione si parla di me come un assassino drogato: non è così». Così Domenico Diele, l’attore che nella notte tra venerdì e sabato ha tamponato lo scooter di Ilaria Dilillo, morta in seguito all’incidente, in un colloquio raccolto in cella nel carcere di Fuorni (Salerno) dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e riportato oggi dal Corriere della Sera.

attore-Domenico-diele«Io non sono uno che prima si è drogato e poi si è messo a guidare come un pazzo finendo per provocare una tragedia», dice Diele. «Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c’entra con l’incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male, c’è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi». «Non me ne sono nemmeno reso conto subito di quello che era successo. Solo quando sono sceso dall’auto ho visto e ho capito». «Ho soltanto il lavoro, e se da questa vicenda uscirò con la carriera distrutta non avrò più nemmeno quello. È giusto che paghi per quello che ho fatto, ma non che mi si dipinga come un criminale. Quella storia della coca, per esempio, è vecchia di un anno, nemmeno me ne ricordavo più». «Mi sono pure sorpreso quando quella bustina è uscita fuori, stava nel portafogli da una vita. L’altra sera non avevo sniffato niente». «Non avevo il permesso di guidare. Ma l’ho fatto perché mia cugina ci teneva ad avermi al suo matrimonio», «e l’unico modo per esserci era andare e tornare in macchina nella stessa giornata». «Vorrei incontrare il padre di quella donna, inginocchiarmi davanti a lui e ammettere le mie colpe. Ma anche provare a spiegargli che è stato un incidente e non un omicidio».

Romina Carrisi Power: “Ero dipendente da alcol e droghe”

Avere un padre famoso può essere di grande aiuto, ma allo stesso tempo creare non pochi problemi. Lo sa bene Romina Carrisi Power, ultimogenita di Al Bano e Romina, che a “Gente” ha confessato di essere stata dipendente da alcol e droghe in passato. “Fu dopo l’esperienza all’Isola dei Famosi, nel 2005, che iniziai a bere e a fare uso di sostanze stupefacenti”.

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“Fu un periodo turbolento e il motivo di quel disagio era la popolarità. La gente mi riconosceva, non per qualcosa che avessi fatto io, ma solo perché ero figlia di qualcun altro”. L’ultimogenita di Al Bano e Romina negli anni è riuscita a ritagliarsi una propria identità, fuori dall’ingombrante ombra dei genitori.
In questi giorni alla galleria d`arte contemporanea di Milano è infatti in mostra la sua rassegna fotografica Stanza. Nelle immagini in bianco e nero Romina appare quasi sempre senza veli: “Ho voluto raccontare il mio periodo buio”. Un pezzo della sua vita che si è lasciata alle spalle, il giorno in cui decise di disintossicarsi a Los Angeles.